MEGLIO IL BOOK DATING O IL DATING ONLINE?

Chi pensava lo avrei mai fatto? Io per prima fino a qualche giorno fa avrei alzato la mano per dire perentoria: “Tu no, non è roba per te”. “Ma che tu? La timida, introversa, quella che negli anni è diventata sempre più selvatica? Quella che ascolta le energie degli alberi, che respira le vibrazioni della luna, che sola nel bosco si sente a casa? Tu, lì, non ci stai bene”.

E invece… E invece sono stata a una di quelle serate di dating dal vivo. Che se fosse stato uno speed dating lo avrei anche un po’ più capito. Struttura chiara, tempi cadenzati, contesto circoscritto. Sono voluta andare oltre. Una serata di dating assolutamente destrutturata. O per lo meno, una qualche intenzione di forma probabilmente c’era nella mente degli organizzatori, ma non si è tradotta in fatto concreto. Una serata di dating con una grande attenuante o meglio con un grande elemento propulsivo: i libri.

Per match pilotati dai libri e non dall’algoritmo

book dating o dating online

Una serata di book dating, cui sono stata invitata da una persona che ho conosciuto tramite il blog. L’evento era promosso da Libraccio e dalla catena di Ostello Bello.

Il sottotitolo con cui veniva presentata la serata? “Se sei stufo di farti matchare dall’algoritmo questa è la serata che fa per te”. Insomma, una chiamata a gran voce per un buon numero di lettori e lettrici, amanti di storie, racconti, pagine scritte e tradotte. O anche solo curiosi di avvicinarsi alle altre persone in un modo un po’ diverso dal solito precipitoso “Ciao, da dove scrivi?”, digitato dopo un match.

Ecco come Carlotta Sanzogni, responsabile social e PR delle librerie Libraccio, ha presentato la serata (da un articolo apparso su “QuiComo”)

Le app di dating rendono forse più semplice entrare in contatto gli uni con gli altri, ma oggi c’è ancora tanta voglia di incontrarsi dal vivo. Conoscersi attraverso un libro, mettendo sul tavolo la propria passione, favorisce fin dal primo momento un’occasione di condivisione profonda: sappiamo che dalle prime due tappe sono nate nuove amicizie che continuano a durare.  L’entusiasmo con cui è stato accolto l’evento e la sua capacità di coinvolgere un pubblico davvero eterogeneo per età e interessi è per noi la prova concreta che i libri possono essere un collante per costruire relazioni.

Iniziami all’amore con un libro sulle frasi d’amore

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Una fila moderatamente lunga, che mi ha fatto apprezzare la presa che ha avuto un evento del genere anche in una città semi-morta culturalmente come Como, mi ha portata al banco di accoglienza. Lì mi attendeva un welcome kit con adesivo da apporre in bella vista sopra la maglietta, sul quale scrivere, oltre al mio nome, il titolo del libro con il quale mi sarei presentata quella sera.

Teoricamente poteva o doveva essere il libro del cuore, ma, senza voler andare troppo oltre (non credo di avere un libro del cuore), ho scelto un libro che avevo letto recentemente, di cui mi ricordavo discretamente la trama, non molto noto e che potesse fornire qualche spunto di confronto e riflessione.

Vabbè, ve lo posso dire, sul mio adesivo campeggiava in bella vista “Il diavolo nel cassetto” di Paolo Maurensig, libro italiano che ho assurdamente letto questa estate in UK nella traduzione inglese. Una sorta di favola nera, in cui le volpi sono animali rabbiosi, nel senso di malati di rabbia, e di intelligente presa in giro del mondo editoriale.

Ma torniamo al welcome kit. Adesivo, tote bag “Te lo leggo negli occhi” e la possibilità di scegliere un libro, tra i molti esposti su un tavolo, sulla base dell’ispirazione scaturita dalla frase riportata sulla carta in cui era rilegato.

Sono rimasta colpita da “Per chi non trova le parole”. Dentro ci ho trovato un libro sulle più belle frasi d’amore della letteratura. I have to say, my Libraccio and Ostello Bello, se mai Eros decidesse di scoccare una freccia in questa direzione potrei non avere necessità di queste citazioni. Perché l’amore mi ha sempre ispirato tante parole di suo. Ma tant’è, la mia libreria ed io ringraziamo: un libro è sempre regalo tra i più preziosi.

Ecco, dopo questo piacevole rito di iniziazione benvenuto: il vuoto. O meglio, una tra le persone dello staff ci aveva segnalato avrebbero spiegato il funzionamento della serata. Nella pratica però, esaurita la fila di persone che volevano accedere all’esperienza, nulla è accaduto. Tra tavolini disposti nel dehor e bancone del bar all’interno, ciascuno di noi ha avuto la possibilità libera e non predeterminabile di incrociare sguardi, libri ed esperienze con le altre persone presenti.

Come faccio dating con un libro di Paolo Maurensig

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Come mi sono comportata io, selvatica e inquieta creatura, amante delle chat? Mi sono seduta a un tavolino, in attesa di capire meglio come si sarebbero mossi flussi e interessi. Ho iniziato a chiacchierare con la donna seduta di fianco a me, che ostentava una sicurezza maggiore della mia, ma che in realtà era abbastanza fuori dalla proprio area di comfort, come mi avrebbe confessato poco più avanti.

A un certo punto si sono palesati davanti a noi prima uno e poi un secondo ragazzo, entrambi parecchio giovani, con cui abbiamo iniziato a parlare dei libri scelti, ma non solo. Il gruppo a un certo punto si è allargato e, quando la discussione ha iniziato a cadere su date di nascita, segni zodiacali e altre amenità simili, ho deciso che era arrivato il momento di disseppellirmi dal mio angoletto e provare a esplorare il ludico e libresco ambiente.

Altre due chiacchiere con un paio di persone e la mia serata si è conclusa.

Tiriamo le fila: book dating sì o no?

Cosa ho portato a casa, oltre alla tote bag e a un sacco di frasi amorose che la mia vita sentimentale a ‘sto punto non può che decollare più veloce del Falcon 9 di SpaceX?

Una serata diversa, parzialmente piacevole, un’opportunità di uscire dalla mia zona di confort, di confrontarmi con persone di età e di esperienze eterogenee.

Ma ho ritrovato in questa esperienza la difficoltà di trovare quello stimolo in più. Di individuare quella miccia che accenda davvero la mia attenzione. È vero, i libri potevano essere solo un pretesto, mi sarebbe piaciuto però potessero essere qualcosa in più, uno strumento per scendere in profondità, o almeno per andare oltre la superficie. Ecco, questa possibilità non l’ho trovata quella sera, e forse non stava neanche nelle intenzioni degli organizzatori farcela trovare, considerato il volume della musica che ha accompagnato la serata, non propriamente basso, più fresca e festaiola che da atmosfera raccolta e intima.

Per riassumere, qualche breve spunto su pro e contro, differenze ed elementi in comune rispetto al dating fatto online su app come Tinder o Meetic (pensavate avrei potuto pubblicare tutto un articolo senza scrivere Tinder almeno una volta? Nah)..

Evvai con il book dating

  • Conoscere persone dal vivo è un’esperienza a tutto tondo, che coinvolge fin da subito mente, sensi e corpo e apre un ventaglio ampio di elementi a disposizione per potersi fare un’impressione del proprio interlocutore.
  • Come sulle app di dating, eravamo in un ambiente costruito perché estranei si potessero parlare tra di loro. Barriere legate a inopportunità e timidezza risultavano abbassate.
  • Avviare una conoscenza, partendo dallo spunto di un libro, può essere un’ottima occasione di esplorazione e di immersione in un’esperienza alternativa.
  • Un evento del genere potrebbe attrarre in via teorica persone con un livello culturale nella media, che amano leggere o che considerano i libri una fonte di bene (sottolineo, in via teorica)
  • Una sola serata, tante opportunità di conoscenza insieme
  • Un’ottima occasione per provare a mettersi in gioco dal vivo, avvicinando persone sconosciute. Un banco di prova anche per le persone più timide, come me.

Però anche il dating online non è (il) male…

  • Tante persone a disposizione per chiacchierare, ma comunque un alto rischio di dispersione dell’attenzione (verso chi indirizzarsi? Scegliere o farsi scegliere? E se va male? E se non si trovano sufficienti agganci di conversazione? E se il dialogo cade?)
  • Altissima probabilità di trovare solo persone proveniente dalla medesima area geografica, spaziando poco, se non nulla, verso altre città e abitudini di vita
  • È un terno al lotto: può andare bene, può andare male
  • Livello di timidezza abbassato, ma in ogni caso l’estroversione aiuta e probabilmente consente di vivere meglio l’esperienza, godendone di più e traendone maggiore beneficio
  • Come nel dating online, necessario non porsi troppe aspettative e accogliere in modo positivo quanto arriva
  • Occorre superare il momento pigrizia: mi preparo, esco da casa, salgo in auto.

Ecco, a me è rimasta un’impressione tutto sommato positiva della serata. Non tanto legata al dating vero e proprio quanto al fatto di essere stata a contatto con un buon numero di persone, unite per una manciata di ore da una tra le cose che amo di più al mondo, per cui vale la pena vivere e (r)esistere: i libri. Una cosa che quando c’è non mi farà mai sentire sola o inadeguata o fuori posto. Perché con un libro sotto il braccio mi sentirò sempre la persona giusta, al posto giusto, nel momento giusto.

Per chi volesse tentare la sorte di una serata di dating in real life, “Te lo leggo negli occhi” sarà mercoledì 27 settembre a Firenze e mercoledì 4 ottobre a Roma

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Cosa ne pensate? Vi è mai capitato di partecipare a una serata di dating? Come è andata? Quali differenze avete notato rispetto al dating fatto online?

In home page: “Il nome della rosa”, Jean-Jacques Annaud, 1986.

  • Categoria dell'articolo:Racconti
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