CUFFING SEASON, NECESSARIA PER AFFRONTARE L’INVERNO?

Cuffing season? No, grazie. Io cammino da sola.

Camminare da sola. Voglio camminare da sola. Devo camminare da sola. Di giorno lo penso, lo manifesto, da mesi ormai. La notte, lo dichiaro in sogno. Ora devo camminare da sola.

È una volontà, una necessità, il fato, il caso, il destino, la linea della vita. Che ora io sia sola, che mi senta sola. E che decida di andare avanti, che voglia camminare. Un passo per volta. Sola.

CAMMINO

Lo faccio. Cammino. In settimana lunghe mezz’ore che si fanno ore, mattina e sera, come in trance, guardando con occhi nuovi in nuove ore del giorno paesaggi urbani, o meglio paesani, conosciuti. Ascoltando il paese che dorme alle 6.30 del mattino, sorbendo la luce che si risveglia, che mi risveglia, assorbendo la brina insieme a un silenzio carico dell’attesa della giornata e di presenze che non vedo.

Lo faccio. Cammino. Mi inerpico selvatica nei weekend sui sentieri di montagna, tra i boschi, in mezzo ai prati, guardando il lago dall’alto, respirandone i profumi, percependo che anche quando sola, non sono sola, che attorno a me formicola una vita cui non siamo abituati a fare caso. Che non ci sono solo gli esseri umani.

ORA CHE NON CI SEI

Per me non ci sono mai stati. Fino a marzo per 16 anni ho vissuto in una diade imperfetta con il solo essere vivente in grado di scatenarmi in tre chili di peso la più feroce tenerezza, la più incondizionata ammirazione, il riso più genuino. Ora che non ci sei è il vuoto a ogni gradino (cit.). Ora che non ci sei metto insieme i pezzi rimasti e li getto in strada, o meglio sul sentiero, e procedo, passo dopo passo.

Vado verso un autunno e un inverno che mi fanno un po’ paura ma che so che devo e voglio vivere sola. Una immersione nel silenzio, nel vuoto, nelle tenebre. Attraverso la Faglia e se ne uscirò, ne uscirò sola, forse più a pezzi, tutta tenebre e ossa, forse unirò i pezzi con l’oro, come nell’arte giapponese del kintsugi, e scapperò a Berlino per sentirmi a casa, in una città con tante cicatrici e voglia di vivere.

Attraverso la Faglia per uscirne sola, una immersione nel silenzio, nel vuoto, nelle tenebre.

NEL BUIO, SENZA EVOCALUCE

cuffing season, è necessaria
Alina, grazie, sei gentilissima, ma declino la proposta (da “Tenebre e ossa”, serie Netflix)

 

Non mi servono gli entusiasmi che bruciano in fretta; le meteore che illuminano i cieli, ma solo per brevi attimi; le risposte affrettate, mai pesate; le parole tante, belle, vuote; la mancanza di aderenza a sé stessi, agli altri; le decisioni prese di impulso. Non mi servono.

Voglio la luna, costante e affidabile nella sua mutevolezza. Proprio come me. Scelgo me, quindi, in questo anno assurdo in cui ho preso come parola di riferimento essenziale e in cui è destinato a rimanere forse solo l’essenziale, che sono io.

Tra le ombre del lutto scompaiono le amicizie dei vent’anni, gli amici che aspiravano ad altro, le conoscenze vacue. Prende altra forma il più grande amore della mia vita e lo ritrovo nel vento, nell’aria di lago, tra le fronde degli alberi, nella nostra casa che era cuccia per entrambi. Resta l’essenziale, resto io, resta chi può e chi vuole. Tutto il resto è rumore di fondo, confonde e infastidisce, ottenebra i propositi, i pensieri.

ME NE FREGO DELLA CUFFING SEASON 

cuffing season
Sono insensibile a queste scene, datemi la Faglia (da “Tenebre e ossa”, serie Netflix)

 

Quindi, be’, con la solita finezza che mi contraddistingue posso dire che me ne frego della cuffing season. Si può dire? Troppo brutale? Ma non è brutale il desiderio di stare in coppia, di farsi ‘ammanettare’ (to cuff) per i mesi invernali, per sentirsi meno soli, per superare insieme sotto la coperta le domeniche di pioggia? 

La cuffing season esiste veramente.

È un fenomeno così reale che il termine è entrato a far parte del dizionario, che lo definisce come il momento in cui i single sono alla ricerca di un match con cui intraprendere una relazione dall’inizio dell’inverno fino alla primavera, preferendo una relazione più stanziale ad altre occasionali.

Dal Collins English Dictionary:

The period of autumn and winter, when single people are considered likely to seek settled relationships rather than engage in casual affairs.

Da Urban Dictionary

During the Fall and Winter months people who would normally rather be single or promiscuous find themselves along with the rest of the world desiring to be “Cuffed” or tied down by a serious relationship. The cold weather and prolonged indoor activity causes singles to become lonely and desperate to be cuffed.

Capriccio o desiderio naturale?

GQ Italia riporta:

Secondo la psicologia, la cuffing season è strettamente correlata alla biologia. L’arrivo del freddo, le giornate più corte e buie, tendono a generare maggiore depressione nelle persone – anche per un reale calo di serotonina – che proprio per questo motivo sono più che mai propense a cercare conforto fisico e emotivo

E ME NE FREGO DEGLI STANDARD PRECOSTITUITI

Urban Dictionary va anche oltre nell’aggiornamento della definizione di cuffing season, evidentemente riportando una prassi comune:

The cold season when everyone’s coupling up, so you settle for a new bf/gf way below your standards.

I mesi più freddi spingono a cercare conforto, calore, ristoro in una relazione, al punto tale che spesso questo desiderio potrebbe portare alla scelta di un partner “below your standards”, al di sotto dei propri standard.

Cosa sono gli standard? L’altezza, la misura di reggiseno, lo stipendio, la posizione economica, il numero di libri all’anno letti, l’università in cui ci si è laureati, la famiglia di origine?

Non capisco.

Ma l’unico standard non dovrebbe essere quello di trovare una persona, qualunque essa sia, in qualunque modo si palesi nel mondo, che vibri sulle nostre stesse frequenze, che sappia vedere qualcosa in noi, che sappia portare alla luce la nostra energia più profonda, quella che ci fa essere chi siamo, che ci fa dire che vale ancora la pena fare un passo avanti. Non più da sol*?

Evidentemente no.

Quindi, vediamo cosa accade nel mondo del dating durante questa stagione di ammanettamenti volontari, di detenzioni domiciliari di coppia.

I DATI RACCOLTI DA INNER CIRCLE

Su scala gobale, il mese di settembre ha rilevato un aumento del 24% di nuovi iscritti per Inner Circle. I single non si sono fermati all’iscrizione, ma si sono subito messi all’opera con un aumento dello scambio dei numeri di telefono nel mese di settembre del 5%.

E in Italia?

Inner Circle registra un notevole aumento dello scambio dei numeri di telefono nel mese di settembre: del 28% rispetto ad agosto.

Complice anche il clima più mite, la cuffing season ritarda rispetto agli altri Paesi e inizia ad ottobre. Quindi dovremmo esserci!

I dati del 2020, sempre di Inner Circle, dicono che: gli incontri derivati da match sull’app sono aumenti del 33% già dall’inizio di ottobre rispetto al mese di settembre. Durante il mese di ottobre si è verificato un incremento totale del 34% di match e, rispetto a settembre, un aumento del 4% di numeri scambiati.

IMMERGERSI NEL FREDDO, CAMBIARE LA PELLE

cuffing season, è necessaria
Nella Faglia. No, non chiamate aiuto (da “Tenebre e ossa”, serie Netflix)

 

Ma sapete cosa vi dico? Non abbiate paura del freddo, non è lui che fa ammalare.

Immergiamoci in questo inverno, imminente, incombente. Per farci attraversare dal freddo in ogni molecola. Che ce le restituisca purificate, cristallizzate, rinnovate, pronte per una nuova primavera.

Se siete sol*, se state sol*, se vi sentite sol*. Lasciate spazio al silenzio, al vuoto, alla riflessione, al sonno della ragione che chiama la muta, la trasformazione. Lasciate da parte le parole inutili, le storie vuote, che non portano valore, che non creano poesia, le consolazioni vacue, assordanti, disarmanti, la furia veloce, accecata degli swipe, i giochi che servono solo a intrattenere.

Vivete questo momento di stasi per preparare l’esplosione della rinascita e la vita.

Liberatevi delle manette, lasciate fluire la vita, godetene i ritmi, i vuoti, i pieni, i momenti in cui siamo più incerti, traballanti, nella nebbia. Non abbiamo bisogno di evocaluce, nella Faglia c’è la vita, c’è la luce, basta saperla vedere.

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Cosa ne pensate? State pensando di entrare in coppia per svernare? Oppure come me aspirate a lunghe e fredde camminate in solitaria? Potete commentare qui sotto oppure scrivermi a [email protected] oppure su Telegram @StoriedaChat. Per restare aggiornati sui prossimi post c’è il canale Telegram “Raccontami Storie da Chat”.

♠ In copertina: “Io ballo da sola”, Bernardo Bertolucci, 1996. (Liv, te lo voglio dire: non avrei avuto nessuna incertezza nello scegliere fin da subito la tenera magrezza di Ignazio Oliva)

  • Categoria dell'articolo:Vita da Chat
  • Articolo pubblicato:10 Ottobre 2021

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